![]()
Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.
il maratoneta ritrovato
perso tra lerighe
frattaglie
settoruccio
Play Off?
il topo di Springfield
bgmole
lesha
netta
profili in beige
la scrittrice in trasferta
letture sotto la luna
les Gammmas! Les Gammmas!
letture dalla dimensione antagonista
utilitĂ da Internazionale
sincronie elettroniche
sisternet in Spesine d'autoreEro ...
kcjones in Lutto a Global CityE...
kcjones in Spesine d'autoreEro ...
utente anonimo in In auto l'ho sentita...
utente anonimo in Spesine d'autoreEro ...
utente anonimo in Quattro elefanti si...
oggi
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003
maggio 2003
ai ran iu ran
barlafus
brunobruno
le avventure di grande casco
mavalĂ valĂ
mondialcoscia
ritratti
sensi liberi
sister jena
tempi liberati
visitato *loading* volte
Danzo con le onde del mare. Corrono verso il pubblico in un video, velo sul palcoscenico mutando il senso della colata lavica o ghiacciaio, che nasce dalle quinte e corre giù verso il rettangolo piano. Qui una donna, con una leggera sottoveste, si muove a scatti dolorosamente sulle note di un fado. E’ l’amore doloroso, quello violento, che spacca in due l’anima e le forze. Le onde sono nere, ci siamo sopra, potremmo sprofondare, farci accogliere senza respiro. Forse esiste una speranza diversa. Forse. Chiudo gli occhi e deglutisco.
Li riapro e danzo una mazurca lenta, guidata da un uomo, in femminile abito da sera di broccato bordeaux. Il bustier fasciante gli lascia scoperte le spalle possenti e un tratto della schiena. Mi guarda negli occhi e conduce. Il suono del violoncello mi entra dentro, attraversando il timpano fino a inserirsi in tutte le fasce muscolari. Ondeggio in vesti leggere mischiando sentimenti ed emozioni contrastanti. Mentre penso al senso e ai sensi capovolti sono a Bahia in una catapecchia costruita velocemente dai compagni e dalle compagne di danza, a ballare ridanciana.
Il sorriso si estende da dentro a fuori. Non so più se e chi sono.
Il ritmo e i movimenti dei danzatori modificano lo spazio e l’immaginazione con i capelli, le braccia, le mani i sorrisi o gli sguardi e i piedi.
La materialità, la danza, la poesia entrano nelle emozioni, sedimentano.
I gesti si ripetono in un caos apparente, dando vita a simmetrie, progressioni, ritornelli che regalano respiri profondi.
L’apoteosi si chiude nel silenzio delle corolle di rose, di petunie, che si aprono in sequenza, uno sull’altro in un vortice magico, proiettati sul fondale e sui danzatori sdraiati ridotti al sonno e al solo movimento del torace che sale e scende nei respiri ritmici.
Madames e monsieurs, ladies e gentlemen, signore e signori, ecco a voi la genialità di Pina Bausch.

![]()
Lutto a Global City
E’ come se fosse morto Joker. Il personaggio grottesco e dal pensiero acuto e tagliente, quello con il talento di mostrare il lato oscuro di Gotham City, le sottili contraddizioni del mondo e i suoi desideri più nascosti. Quando uscì Thriller, non si era più parte del gruppo se non avevi visto il video, se non avevi almeno provato ad imitare quel modo di ballare e la voce in falsetto. Poi il mito di Diana Ross e il trasformare se stesso in un qualcosa che la filosofia transgender non ha ancora ipotizzato. Un involucro intorno ad un vuoto cupo di emozioni, intorno all’aspirazione di reinventarsi in un mondo di cartapesta, chiuso al resto della vita ma con lui-nuovo essere al centro della scena. Poco importa se sotto i riflettori o a palcoscenico chiuso in una villa asettica e piena di leggende. Certo è stato anche orco, con la cattiveria perversa e piena di giustificazioni tipica di Joker.
E’ che la sua morte mi ha messo a disagio: non riesco ad emozionarmi per una creatività che ho amato, che non è più… perchè non riesco semplicemente a riconoscerne “l’umano”, ho solo quella maschera grottesca impressa nella mente.
In auto l'ho sentita alla radio. Pura magia. Mi riscopro a ricanticchiarla sotto la doccia. Mi ritrovo a cercarla nei miei cd...

E' bello svegliarsi all'alba
La luce quasi azzurra, la brezza leggera. E stamani anche questo regalo: il template sistemato! Mi sento tornata nella mia casa mentale. Grazie Uzi

Finalmente domenica!
Dopo un risveglio che segue la luce della mattina, e i dormiveglia a più riprese, mi alzo constatando che l'ora mi farà trovare alla pasticceria solo pizzette e nessuna brioche. Caldo e sole e niente mare. Scendo al piano delle organizzazioni vitali. Scaldo il caffè, prendo le gocce toniche, sbuccio una banana. Penso ad una svolta di salutismo spinta prima dell'agosto e delle vacanze scelte. Accendo il computer davanti alla finestra aperta. La pianta dell'orchidea è viva, ma non fiorisce. La guardo, ma non ho risposte. Sopravviviamo o semplicemente è così la vita? Silenzio. Accendo lo stereo, è rimasto un cd da ieri sera. Chissà che è. Parte Carlinhos Brown. Bene. Sento una voce in mezzo alla via. No è una registrazione. E' un muezim. Guardo dalla finestra. I miei dirimpettai del lato est di casa mia hanno messo il registratore sul balconcino. La via diventa un pezzo di Egitto, una città oltre il mare oltre il Mediterraneo. Oltre. Leggo e bevo il caffè all'americana. Scrivo sulla moleskine appunti di pensieri da fissare. Riascolto un colloquio-intervista che ho fatto ieri. Ho sonno. Apro l'acqua della doccia. Scelgo il sapone energizzante. Decido di non uscire per tutta la giornata. Mi vesto e mi metto nello studiolo. Sdraiata sul divano-letto. Mi piacciono i colori che mi circondano: giallo, blu, rosso. Ho bisogno di correre. Non ora, che mi scioglierei più velocemente di un ghiacciolo giallo dimenticato in una borsa blu scura. Ritorno all'idea salutista. Mi metto in piedi con lo sguardo alla finestra: obiettivo qualche ciclo di saluti-al-sole e magari due o tre serie di addominali. Nel gesto di portare le braccia al cielo e inspirare tutta l'aria possibile guardo fuori dalla finestra. Perfettamente in linea con me, guardando entrambi verso est, i dirimpettai si alzano, si abbassano e si flettono nella preghiera rituale. E' domenica, finalmente.

La cena ukiyo-e (la cena fluttuante)
Una cena tra amiche. Di quelle che si guarda l'ora all'inizio e poi non più. E poi la spesa, il tempo sottratto ad altro. Il divertimento di pensare a che cosa cucinare. Insalata con gamberoni con salsa a ingredienti sperimentali tonno alla sicula, con pomodori e capperi, come avevo imparato secoli fa. E poi il vino bianco. Lo bollicine solo alla fine. E i gelati. Si brinda alla vita. Si brinda all'estate che verrà, che è già qui. Le confidenze al caffè. Che è tardissimo, ma nessuno se ne accorge. Non avrei mai avuto la forza e il distacco di guardare dentro a quella enorme scatola, senza di voi, amiche. E senza accorgercene eravamo lì a giocare con quello che ci abbiamo trovato e a fare supposizioni. E poi a metter via e a dar consigli. Pochi. Che bello. Che leggerezza d'anime svolazzanti e fluttuanti.
Domani si ricomincia...
...la solita settimana di relazioni e di progettazione, ma io ho ancora poche parole liberate e molte altre in fase di liberazione. E' questione di tempo, lo so. Me lo ripeto ad ogni minuto o quasi. Mentre sento muoversi il desiderio di passare attraverso lo scrivere, qui e altrove, forse. E' una battaglia silenziosa, ma continuo a combatterla... lentamente e in modo determinato.
Profee -(ovvero la ballata delle lezioni del lunedì mattina)
Oggi i miei studenti, un poco dementi ma meno di venti mi stavano tra i denti. Dopo due ore di martellamenti li ho lasciati lì a prender aria tra i fendenti prima dell'ultimo round e così mi son ritrovata sola con i tre bidelli pronti a dar fine ai mancamenti.
Pigrizie del settimo giorno
La domenica si è tinta di grigio piacevole, di pioggia primaverile e voglia di fare, disfare, pensare e assorbire.
Si è tinta di parole da scrivere, in parte già trascritte nella memoria. Quelle che sembravano perse per sempre, ma che tornano improvvise a galla quando l'emozione che le ha create si rifà viva e pungente. Parole che vorrei cogliere al volo quando la loro sequenza è musica, quando le sento sorgere nel dormiveglia notturno, che il sonno sparisce, ma il suo desiderio rimane sotto il piumone caldo nell'emisfero appoggiato al cuscino che cerca di tornare nella posizione adorata prenatale. Ah avessi una penna mentale in quei momenti. Li fisso ad un chiodo per tornarci con la luce diurna, ma al risveglio ho solo i piccoli gesti da sonnambula che li cancella e li ripone in attesa di tempo e di spazio.
Mi sento cosi'... forse un po' malinconica
Parigi, ma non è la maratona
Nuovi amici?
Chissà... stasera conoscerò il gruppo podistico dell'alta valle a cui mi sono affiliata. Hanno una presidente donna e quando ne ho conosciuto un paio di affiliate mi hanno soppesato come si fa alle partenze, quando la collega è anche possibile avversaria. Chissà... spero solo che le magliette per le gare abbiano sul retro stampato abbastanza grande EN-CU-LET che fa molto politically scorrect, ma sul sorpasso rende.
Poche velleità, ma che siano concrete!
Mentre il popolo si divide in quelli buoni e quelli cattivi, quelli per la tortura vitale/e quelli per la morte, quelli che vorrebbero che l'inverno continuasse un pochino e quelli che "subito primavera e sole e caldo tanto caldo", quelli che il PD ormai fa ridere e quelli che ridono da soli anche davanti al PD, concretamente e sinceramente mi pongo in quelli che hanno fede nel potere del mocio-weleda, che lo guardano in azione il sabato mattina con una fede che sfiora il creazionismo dei moci andando contro il big bang dei mercati dei furetti, dei folletti e dei robotini semoventi e si scontra pesantemente contro il reazionario, maschilista e sciovinista, e diciamolo un po' tristerello straccio del pavimento. Eh sì.
La lunga notte della Repubblica
Stanno staccando il sondino alla nostra democrazia in coma vigile da decenni. Mi ricopro di foglini della copia della Costituzione*, salgo al Colle e lo difendo.
*copia vinta con tema sulla libertà al concorso 25 aprile in 5 elementare: è giunto per me il momento di iscrivermi all'ANPI.
Milan l'è un gran Milan
Se alla terza quarta nevicata a Milano i marciapiedi e tratti di strada sono sempre privi di sale, tranne il marciapiede antistante l'entrata dell'Hilton, mi vien da chiedere se la Moratti si è accorta dell'esistenza di quello industriale o se quello che hanno acquistato e messo via per i momenti in cui servirà veramente è solo quello himalayano, intonato con i rosè bollicine delle sfilate della moda.
E' stato un gesto romantico?
Occhioni Blu, il mio dentista, mi ha levato un dente che se ne stava lì bello sdraiato a farsi i fatti suoi utilizzando una fresa ad acqua. Ora se mi appoggio al cuscino e mi concentro posso sentire attraverso l'alveolo il rumore del mare.
Vocazioni
- Mamma ho deciso: entro nell'esercito italiano.
- Oh no caro, non farlo. Spali oggi la neve al posto dei precari di turno e domani, come niente, ti mettono a guardia della monnezza o alla striscia di Gaza.
Vedi Gaza e poi muori
Se sei lì muori davvero. Se guardi da fuori ti muore dentro qualcosa. Speranza, sogni, attesa che da qualche parte sia spuntato un cambiamento radicale. Non so. Gaza è lì all'orizzonte degli eventi, qui un universo, lì un'altra dimensione. I bambini uccisi fanno da ponte mentale tra le nostre emozioni e la loro disperazione.
Una povertà costretta in una striscia di terra e bombardata senza scampo. E' vero il tempo è una metrica dello spazio. E' vero il tempo non è lineare: la sua ciclicità nella cecità guerrafondaia è più chiara che nelle teorie di Einstein.
Il vento fa il suo giro (di Giorgio Diritti,2005)
"... a me la parola tolleranza non piace, se tu devi tollerare qualcuno non c'è senso di uguaglianza"
Lo confesso... lo ammiro
Grande Casco in questi ultimi mesi perde i colpi. Il classico gioco per cui da appuntamenti in tre posti diversi, dicendo a ciascuno che lui è trattenuto dall'altra parte ormai ha fatto il suo tempo. Il mondo è piccolo e ci si telefona per sapere se davvero è lì o là e ormai è barzelletta. E così le inventa talmente grosse, talmente tante che, secondo me, se ne scorda. Ricapitolando tra ottobre e dicembre:
- 4 allagamenti della casa al lago, chè la caldaia non funziona bene
- 3 rotture di locomotori (che pare vera, ma controllando sul sito trenitalia si scopre che chissà dove è)
- vacanze in Italia, praticamente non è uscito di casa per tutte le vacanze (l'abbronzatura e il tabulato del cellulare di servizio extra UE lo hanno un po' tradito)
- regalo alla segretaria (peccato fosse un riciclone con dentro un biglietto dimenticato...)
- 2 volte neve nella metro (oggi sembra che ce l'abbia spalata lui)

Stupidità umane
"Cacca cacca cacca"
Scusi signor Presidente della Repubblica ma cosa ha detto che non abbiamo capito bene?
Ho detto "Cacca, avete capito benissimo. C-a-c-c-a. Visto che la Costituzione mi da questa possibilità e rappresento tutti gli italiani, posso dirlo senza paura. Cacca. Anzi anche voi abbandonate ogni remora e diciamocelo l'uno con l'altro, Cacca! vedete a dir la verità stiamo tutti meglio. Cacca! siamo nella cacca! eh io me la ricordo bene, l'ultima volta che siamo stati nella cacca così era nel dopoguerra. Ora abbiamo fatto dei passi avanti. Non è un problema solo italiano: qui siamo nella cacca tutti dalla Groelandia all'Australia. E posso dirlo? lì c'era stata una guerra mondiale, qui è bastato un manipolo di biscazzieri bancari e poi tutto il resto che ci si porta sul groppone. Ma tant'è cacca cacca cacca. Vedete? non succede nulla... eh l'avevano pensata bene i padri della Costituzione a dare sto potere al Presidente della Repubblica e fino a che dura (t'è capì nano?) posso dirlo Cacca. Libera cacca a tutti e viva la solidarietà e il motto di popolo. Buona cacca per tutto il 2009!"
Che classe, che sobrietà nel mesaggio di fine anno e poi come ha bevuto l'acqua per dare forza nel dire che la ricerca e le università vanno salvaguardate... ovvio perchè la cacca qualcuno deve pure studiarla e non solo farla.
Maddai
Superati le montagne di capponi ripieni, la ricerca dei tortellini a Milan-ch’è el un gran Milan, i datteri freschi, i panetun con la crema di mascarpone, le luci natalizie, i concerti con i colpi di scena, i cip cip e i cip ciap, i fiocchi di neve, i giochi a video e quelli in scatola, i regali che mai avrei pensato di ricevere e quelli fatti, le facce dei nipoti che vorrebbero vivere qui in mezzo a giochi infiniti direi che questo Natale mi è piaciuto.
Mi avevano spostato due assi dell'universo... ma non mi dispiaceva
Su Repubblica online di ieri titolone su dichiarazione di Maroni: "Voglio diventare come Giuliani". E immaginavo il ministro rischiare la vita al prossimo G8 in mezzo ai lacrimogeni e esser colpito da pallottole regolate da leggi della fisica ancora a noi sconosciute. Poi ho aperto l'articolo. Era il Rudy Giuliani, non Carlo-il ragazzo. E allora mi sono bevuta silenziosa il cafferino mattutino. Certi sogni durano meno di una tazzurella e' caffè.
Crolla il tetto della scuola e il mondo gira da Est verso Ovest
Il ministro dell'Istruzione arrivata a Rivoli dopo il crollo del tetto della scuola Darwin sembra abbia rilasciato la seguente dichiarazione: "E' stato un fatto improbabile".
Dunque possiamo dire che:
1) la statistica di governo non corrisponde alla realtà materiale. Il Trilussa lo aveva detto: se ci sono due polli e siamo in due, ciascuno ha un pollo per la statistica, ma la fine del pollo nei due stomaci non è così ovvia. Così per le scuole avrà pensato il ministro: se ci sono due istituti, due tetti, 3% a bilancio (il 97% è dato al personale secondo i calcoli ministeriali) entrambi hanno statisticamente la stessa manutenzione.
2) è vero che se uno va a scuola la probabilità che gli cada un tetto sulla testa e muoia è forse pari alla probabilità che in un aereo entrambi i motori si guastino. Detto questo, in un'epoca di disinvestimento sulla formazione, i luoghi di trasmissione del sapere sono spazi dimenticati dagli uomini, ma non dalla forza di gravità, che noi tutti su questo pianeta, con una probabilità del 100%, ci becchiamo.
La mia montagna
La luna è alta nel cielo e illumina le montagne piene di neve. Vedo la mia ombra proiettata sul terreno innevato. Sensazione di solitudine sicura che mi spinge a camminare sul sentiero oltre il paese verso le piccole chiazze di larici, che anche nella notte rimangono rossi. La luce bianco ghiaccio da tonalità blu ai pensieri e alla libertà di essere qui semplicemente. Sono la sola forestiera del paese popolato di una decina di abitanti. Sono la sola ad avventurarmi oltre i confini delle abitazioni, verso il torrente sfidando timidamente il ghiaccio invisibile per terra e il freddo secco. Da fuori sembrerò pazza, ma la camminata notturna mi sembra l’atto più naturale che possa fare in questo momento.
Un grazie democratico
Dopo la dieta del minestrone, quella depurativa e la dieta latte e banana, il governo Berlusconi ha patrocinato, pensando al futuro delle nuove generazioni, anche la dieta di "carica di alleggerimento". Le forze dell'ordine sono in questo momento impegnate in azioni dimostrative nelle piazze italiane, accanto ai banchetti con le Stelle di Natale per sostenere la Ricerca.