Il mio diario

Eccomi

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Sono curiosa. Terribilmente. Della vita. Degli esseri umani. Degli spazi che abito e che visito con passo saltellante e silenzioso. Mi rivelo solo per lo sguardo divertito.

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mercoledì, luglio 01, 2009


Masurga Fogo - Wuppertal Tanztheater

(era ottobre 2003... ad un convegno a Wuppertal, in Germania, famosa più per un trenino sopraelevato che gira per la città che per altro, non avevo resistito e mi ero regalata una serata al Tanztheater. Fu una delle più belle serate della mia vita...)

Danzo con le onde del mare. Corrono verso il pubblico in un video, velo sul palcoscenico mutando il senso della colata lavica o ghiacciaio, che nasce dalle quinte e corre giù verso il rettangolo piano. Qui una donna, con una leggera sottoveste, si muove a scatti dolorosamente sulle note di un fado. E’ l’amore doloroso, quello violento, che spacca in due l’anima e le forze. Le onde sono nere, ci siamo sopra, potremmo sprofondare, farci accogliere senza respiro. Forse esiste una speranza diversa. Forse. Chiudo gli occhi e deglutisco.

Li riapro e danzo una mazurca lenta, guidata da un uomo, in femminile abito da sera di broccato bordeaux. Il bustier fasciante gli lascia scoperte le spalle possenti e un tratto della schiena. Mi guarda negli occhi e conduce. Il suono del violoncello mi entra dentro, attraversando il timpano fino a inserirsi in tutte le fasce muscolari. Ondeggio in vesti leggere mischiando sentimenti ed emozioni contrastanti. Mentre penso al senso e ai sensi capovolti sono a Bahia in una catapecchia costruita velocemente dai compagni e dalle compagne di danza, a ballare ridanciana.

Il sorriso si estende da dentro a fuori. Non so più se e chi sono.

Il ritmo e i movimenti dei danzatori modificano lo spazio e l’immaginazione con i capelli, le braccia, le mani i sorrisi o gli sguardi e i piedi.

La materialità, la danza, la poesia entrano nelle emozioni, sedimentano.

I gesti si ripetono in un  caos apparente, dando vita a simmetrie, progressioni, ritornelli che regalano respiri profondi.

L’apoteosi si chiude nel silenzio delle corolle di rose, di petunie, che si aprono in sequenza, uno sull’altro in un vortice magico, proiettati sul fondale e sui danzatori sdraiati ridotti al sonno e al solo movimento del torace che sale e scende nei respiri ritmici.
Madames e monsieurs, ladies e gentlemen, signore e signori, ecco a voi la genialità di Pina Bausch.

 

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barlafus, sensi liberi

domenica, giugno 28, 2009

http://www2.melitoonline.it/wp-content/uploads/2009/04/michael-jackson.jpghttp://www.costumzee.com/view/wp-content/uploads/2008/08/culture-shock-the-joker-thumb.jpg

Lutto a Global City

E’ come se fosse morto Joker. Il personaggio grottesco e dal pensiero acuto e tagliente, quello con  il talento di mostrare il lato oscuro di Gotham City, le sottili contraddizioni del mondo e i suoi desideri più nascosti. Quando uscì Thriller, non si era più parte del gruppo se non avevi visto il video, se non avevi almeno provato ad imitare quel modo di ballare e la voce in falsetto. Poi il mito di Diana Ross e il trasformare se stesso in un qualcosa che la filosofia transgender non ha ancora ipotizzato. Un involucro intorno ad un vuoto cupo di emozioni, intorno all’aspirazione di reinventarsi in un mondo di cartapesta, chiuso al resto della vita ma con lui-nuovo essere al centro della scena. Poco importa se sotto i riflettori o a palcoscenico chiuso in una villa asettica e piena di leggende. Certo è stato anche orco, con la cattiveria perversa e piena di giustificazioni tipica di Joker.
E’ che la sua morte mi ha messo a disagio: non riesco ad emozionarmi per una creatività che ho amato, che non è più… perchè non riesco semplicemente a riconoscerne “l’umano”, ho solo quella maschera grottesca impressa nella mente.

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barlafus

venerdì, giugno 19, 2009

In auto l'ho sentita alla radio. Pura magia. Mi riscopro a ricanticchiarla sotto la doccia. Mi ritrovo a cercarla nei miei cd...

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giovedì, giugno 11, 2009

Spesine d'autore
Ero già alla cassa. Disposto gli acquisti sul nastro. E ho curiosato nella spesa della signora davanti a me. Ho avuto una folgorazione. I biscotti! Mancavano i biscotti. Sono corsa allo scaffale e li ho cercati. Si sa che quando si cerca qualcosa di fretta non si trovano mai. Poi li ho trovati. Ne ho preso due tubi. Già due tubi. Perché i bucaneve stanno solo nei tubi, che quelli nel pacco si rompono. Si sa. E poi perdono di magia nel sacchetto.
Domani a colazione, davanti alla tazza di caffè all’olandese, ne infilerò cinque sull'indice sinistro e con la mano destra ne prendo uno ad uno e l'azzuppo. Poco, poco. Quel tanto per ammorbirdirli. E poi che soddisfazione… i bucaneve. Sono divertenti. E rientrando tra la lista di cose divertenti, finiscono subito. Da piccola, essendo una marea di figlie, ce li prendevano ogni tanto. Anzi mi ero convinta, per il loro nome, che fossero un prodotto stagionale. Una di quelle cose che si possono trovare solo alla fine dell’inverno quando arriva la primavera, con i ranuncoli, e prima delle fragole.
http://farm1.static.flickr.com/109/294040075_5544f009cf.jpg?v=0

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barlafus

lunedì, giugno 01, 2009

http://www.gymnasiumpiscine.it/attivita/foto/acquagym.jpg

Quattro elefanti si dondolavano
appesi a un filo di ragnatela
visto che il gioco era allettante
andarono a chiamare un altro elefante.
Cinque elefanti...
Arrivo un secondo prima che inizi il tutto e mi immergo nell’acqua. L’istruttrice ha già spostato la boa e la corsia si è allargata. Respiro odore di cloro.
Si entra come in una piazzetta, camminando e chiacchierando. Siamo tutte donne e le parole partono velocemente.
L’acqua è fredda, che abbronzatura, stanotte il bambino non ha dormito guarda che occhiaie, no vero, il lago è più freddo e le vacanze sono qui e poi… passo oltre fino a che l’acqua non arriva alle spalle. Davanti a me una donna sui sessanta anni e a fianco due esseri intorno ai cinquanta. Le cuffie in testa ci rendono un po’ ridicole. Si corre sul posto. Da fuori appare solo il movimento ondulatorio delle scapole. Parte la musica ad un volume altissimo. Madonna, direi ad orecchio, in versione disco.
Si corre più velocemente. Poi si sta a calciare a destra e a sinistra, ripetute e alternate. Calci al mondo, calci ad un bersaglio mentale. E poi calci in sospensione. L’acqua aiuta anche la sensazione di essere in una bolla spazio-tempo. La resistenza dell’elemento fisico in cui siamo immerse è quasi corporea. I calci arrivano dritti lì e lì. Siamo completamente scoordinate tra noi. Un balletto disincronizzato e autistico. Oggi ci fa tirare anche dei bei cazzotti. Sinistro, destro, con doppietta, montante, gancio. Con forza con più forza – ci incita dal bordo l’istruttrice. Pensate a qualcuno, a qualcosa che vorreste trapassare. Qualcuna ride. Qualcuna è concentratissima. La sessantenne davanti a me sembra Cassius Clay. L’acqua strasborda dalla corsia ad ondate. Da fuori sembriamo un branco di quindici elefanti, ma dentro siamo delle black-mamba. Pericolosissime. Poi scatta il gong. Cinquanta minuti. La signora sessantenne si avvicina al bordo, stupita. Il tempo le è volato via. L’istruttrice dice che è merito della musica, altissima e assorbente i pensieri. La sessantenne rimane perplessa. Cinquanta minuti sono troppo pochi per esaurire una lista di bersagli di calci e pugni, che, per lunghezza, superava sicuramente quella della lista della spesa settimanale.

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tempi liberati, mavalĂ valĂ 

giovedì, maggio 28, 2009

E' bello svegliarsi all'alba
La luce quasi azzurra, la brezza leggera. E stamani anche questo regalo: il template sistemato! Mi sento tornata nella mia casa mentale. Grazie Uzi

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tempi liberati

domenica, maggio 24, 2009

http://data2.blog.de/media/776/1067776_51f77bf213_m.jpg

Finalmente domenica
!
Dopo un risveglio che segue la luce della mattina, e i dormiveglia a più riprese, mi alzo constatando che l'ora mi farà trovare alla pasticceria solo pizzette e nessuna brioche. Caldo e sole e niente mare. Scendo al piano delle organizzazioni vitali. Scaldo il caffè, prendo le gocce toniche, sbuccio una banana. Penso ad una svolta di salutismo spinta prima dell'agosto e delle vacanze scelte. Accendo il computer davanti alla finestra aperta. La pianta dell'orchidea è viva, ma non fiorisce. La guardo, ma non ho risposte. Sopravviviamo o semplicemente è così la vita? Silenzio. Accendo lo stereo, è rimasto un cd da ieri sera. Chissà che è. Parte Carlinhos Brown. Bene. Sento una voce in mezzo alla via. No è una registrazione. E' un muezim. Guardo dalla finestra. I miei dirimpettai del lato est di casa mia hanno messo il registratore sul balconcino. La via diventa un pezzo di Egitto, una città oltre il mare oltre il Mediterraneo. Oltre. Leggo e bevo il caffè all'americana. Scrivo sulla moleskine appunti di pensieri da fissare. Riascolto un colloquio-intervista che ho fatto ieri. Ho sonno. Apro l'acqua della doccia. Scelgo il sapone energizzante. Decido di non uscire per tutta la giornata. Mi vesto e mi metto nello studiolo. Sdraiata sul divano-letto. Mi piacciono i colori che mi circondano: giallo, blu, rosso. Ho bisogno di correre. Non ora, che mi scioglierei più velocemente di un ghiacciolo giallo dimenticato in una borsa blu scura. Ritorno all'idea salutista. Mi metto in piedi con lo sguardo alla finestra: obiettivo qualche ciclo di saluti-al-sole e magari due o tre serie di addominali. Nel gesto di portare le braccia al cielo e inspirare tutta l'aria possibile guardo fuori dalla finestra. Perfettamente in linea con me, guardando entrambi verso est, i dirimpettai si alzano, si abbassano e si flettono nella preghiera rituale. E' domenica, finalmente.

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mavalĂ valĂ 

mercoledì, maggio 20, 2009

http://www.tokyoartbeat.com/tablog/images/Nikuhitsu1.jpg
La cena ukiyo-e (la cena fluttuante)

Una cena tra amiche. Di quelle che si guarda l'ora all'inizio e poi non più. E poi la spesa, il tempo sottratto ad altro. Il divertimento di pensare a che cosa cucinare. Insalata con gamberoni con salsa a ingredienti sperimentali tonno alla sicula, con pomodori e capperi, come avevo imparato secoli fa. E poi il vino bianco. Lo bollicine solo alla fine. E i gelati. Si brinda alla vita. Si brinda all'estate che verrà, che è già qui. Le confidenze al caffè. Che è tardissimo, ma nessuno se ne accorge. Non avrei mai avuto la forza e il distacco di guardare dentro a quella enorme scatola, senza di voi, amiche. E senza accorgercene eravamo lì a giocare con quello che ci abbiamo trovato e a fare supposizioni. E poi a metter via e a dar consigli. Pochi. Che bello. Che leggerezza d'anime svolazzanti e fluttuanti.

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barlafus

domenica, maggio 10, 2009

Domani si ricomincia...
...la solita settimana di relazioni e di progettazione, ma io ho ancora poche parole liberate e molte altre in fase di liberazione. E' questione di tempo, lo so. Me lo ripeto ad ogni minuto o quasi. Mentre sento muoversi il desiderio di passare attraverso lo scrivere, qui e altrove, forse. E' una battaglia silenziosa, ma continuo a combatterla... lentamente e in modo determinato.

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barlafus

martedì, aprile 21, 2009

Profee -(ovvero la ballata delle lezioni del lunedì mattina)
Oggi i miei studenti, un poco dementi ma meno di venti mi stavano tra i denti. Dopo due ore di martellamenti li ho lasciati lì a prender aria tra i fendenti prima dell'ultimo round e così mi son ritrovata sola con i tre bidelli pronti a dar fine ai mancamenti.

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mavalĂ valĂ 

lunedì, aprile 20, 2009

Pigrizie del settimo giorno
La domenica si è tinta di grigio piacevole, di pioggia primaverile e voglia di fare, disfare, pensare e assorbire.
Si è tinta di parole da scrivere, in parte già trascritte nella memoria. Quelle che sembravano perse per sempre, ma che tornano improvvise a galla quando l'emozione che le ha create si rifà viva e pungente. Parole che vorrei cogliere al volo quando la loro sequenza è musica, quando le sento sorgere nel dormiveglia notturno, che il sonno sparisce, ma il suo desiderio rimane sotto il piumone caldo nell'emisfero appoggiato al cuscino che cerca di tornare nella posizione adorata prenatale. Ah avessi una penna mentale in quei momenti. Li fisso ad un chiodo per tornarci con la luce diurna, ma al risveglio ho solo i piccoli gesti da sonnambula che li cancella e li ripone in attesa di tempo e di spazio.

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barlafus

sabato, aprile 04, 2009

Mi sento cosi'... forse un po' malinconica

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barlafus

sabato, marzo 21, 2009

Parigi, ma non è la maratona

 
{B}Tre milioni in piazza contro Sarkozy{/B}

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sister jena

venerdì, marzo 06, 2009

Nuovi amici?
Chissà... stasera conoscerò il gruppo podistico dell'alta valle a cui mi sono affiliata. Hanno una presidente donna e quando ne ho conosciuto un paio di affiliate mi hanno soppesato come si fa alle partenze, quando la collega è anche possibile avversaria. Chissà... spero solo che le magliette per le gare abbiano sul retro stampato abbastanza grande EN-CU-LET che fa molto politically scorrect, ma sul sorpasso rende.

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sister jena, ai ran iu ran

domenica, marzo 01, 2009

Poche velleità, ma che siano concrete!
Mentre il popolo si divide in quelli buoni e quelli cattivi, quelli per la tortura vitale/e quelli per la morte, quelli che vorrebbero che l'inverno continuasse un pochino e quelli che "subito primavera e sole e caldo tanto caldo", quelli che il PD ormai fa ridere e quelli che ridono da soli anche davanti al PD, concretamente e sinceramente mi pongo in quelli che hanno fede nel potere del mocio-weleda, che lo guardano in azione il sabato mattina con una fede che sfiora il creazionismo dei moci andando contro il big bang dei mercati dei furetti, dei folletti e dei robotini semoventi e si scontra pesantemente contro il reazionario, maschilista e sciovinista, e diciamolo un po' tristerello straccio del pavimento. Eh sì.

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mavalĂ valĂ 

venerdì, febbraio 06, 2009

La lunga notte della Repubblica
Stanno staccando il sondino alla nostra democrazia in coma vigile da decenni. Mi ricopro di foglini della copia della Costituzione*, salgo al Colle e lo difendo.
*copia vinta con tema sulla libertà al concorso 25 aprile in 5 elementare: è giunto per me il momento di iscrivermi all'ANPI.

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sister jena

lunedì, febbraio 02, 2009

Milan l'è un gran Milan
Se alla terza quarta nevicata a Milano i marciapiedi e tratti di strada sono sempre privi di sale, tranne il marciapiede antistante l'entrata dell'Hilton, mi vien da chiedere se la Moratti si è accorta dell'esistenza di quello industriale o se quello che hanno acquistato e messo via per i momenti in cui servirà veramente è solo quello himalayano, intonato con i rosè bollicine delle sfilate della moda.

Postato da: sisternet a 19:15 | link | commenti
sister jena

lunedì, gennaio 26, 2009

E' stato un gesto romantico?
Occhioni Blu, il mio dentista, mi ha levato un dente che se ne stava lì bello sdraiato a farsi i fatti suoi utilizzando una fresa ad acqua. Ora se mi appoggio al cuscino e mi concentro posso sentire attraverso l'alveolo il rumore del mare.

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sister jena

domenica, gennaio 18, 2009

Vocazioni
- Mamma ho deciso: entro nell'esercito italiano.
- Oh no caro, non farlo. Spali oggi la neve al posto dei precari di turno e domani, come niente, ti mettono a guardia della monnezza o alla striscia di Gaza.

Postato da: sisternet a 17:58 | link | commenti
sister jena

domenica, gennaio 11, 2009

Vedi Gaza e poi muori
Se sei lì muori davvero. Se guardi da fuori ti muore dentro qualcosa. Speranza, sogni, attesa che da qualche parte sia spuntato un cambiamento radicale. Non so. Gaza è lì all'orizzonte degli eventi, qui un universo, lì un'altra dimensione. I bambini uccisi fanno da ponte mentale tra le nostre emozioni e la loro disperazione.
Una povertà costretta in una striscia di terra e bombardata senza scampo. E' vero il tempo è una metrica dello spazio. E' vero il tempo non è lineare: la sua ciclicità nella cecità guerrafondaia è più chiara che nelle teorie di Einstein.

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barlafus, sister jena

Il vento fa il suo giro (di Giorgio Diritti,2005)
"... a me la parola tolleranza non piace, se tu devi tollerare qualcuno non c'è senso di uguaglianza"

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sensi liberi

mercoledì, gennaio 07, 2009

Lo confesso... lo ammiro

Grande Casco in questi ultimi mesi perde i colpi. Il classico gioco per cui da appuntamenti in tre posti diversi, dicendo a ciascuno che lui è trattenuto dall'altra parte ormai ha fatto il suo tempo. Il mondo è piccolo e ci si telefona per sapere se davvero è lì o là e ormai è barzelletta. E così le inventa talmente grosse, talmente tante che, secondo me, se ne scorda. Ricapitolando tra ottobre e dicembre:
- 4 allagamenti della casa al lago, chè la caldaia non funziona bene
- 3 rotture di locomotori (che pare vera, ma controllando sul sito trenitalia si scopre che chissà dove è)
- vacanze in Italia, praticamente non è uscito di casa per tutte le vacanze (l'abbronzatura e il tabulato del cellulare di servizio extra UE lo hanno un po' tradito)
- regalo alla segretaria (peccato fosse un riciclone con dentro un biglietto dimenticato...)
- 2 volte neve nella metro (oggi sembra che ce l'abbia spalata lui)

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le avventure di grande casco

venerdì, gennaio 02, 2009

Stupidità umane

I fratelli Coen hanno dimostrato con Burn After Reading che è meglio assecondare una donna che ha in mente un recupero estetico, altrimenti ci rimette la nazione.
La Livni dimostra che se una donna decide di ripulire le cantine di tutti gli oggetti vecchi, per far bella figura con le vicine e far capire chi comanda, occhio a non lasciare in giro dei razzi. Si rischiano gli equilibri mondiali e la pelle.

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sister jena

giovedì, gennaio 01, 2009

"Cacca cacca cacca"

Scusi signor Presidente della Repubblica ma cosa ha detto che non abbiamo capito bene?

Ho detto "Cacca, avete capito benissimo. C-a-c-c-a. Visto che la Costituzione mi da questa possibilità e rappresento tutti gli italiani, posso dirlo senza paura. Cacca. Anzi anche voi abbandonate ogni remora e diciamocelo l'uno con l'altro, Cacca! vedete a dir la verità stiamo tutti meglio. Cacca! siamo nella cacca! eh io me la ricordo bene, l'ultima volta che siamo stati nella cacca così era nel dopoguerra. Ora abbiamo fatto dei passi avanti. Non è un problema solo italiano: qui siamo nella cacca tutti dalla Groelandia all'Australia. E posso dirlo? lì c'era stata una guerra mondiale, qui è bastato un manipolo di biscazzieri bancari e poi tutto il resto che ci si porta sul groppone. Ma tant'è cacca cacca cacca. Vedete? non succede nulla... eh l'avevano pensata bene i padri della Costituzione a dare sto potere al Presidente della Repubblica e fino a che dura (t'è capì nano?) posso dirlo Cacca. Libera cacca a tutti e viva la solidarietà e il motto di popolo. Buona cacca per tutto il 2009!"

Che classe, che sobrietà nel mesaggio di fine anno e poi come ha bevuto l'acqua per dare forza nel dire che la ricerca e le università vanno salvaguardate... ovvio perchè la cacca qualcuno deve pure studiarla e non solo farla.

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sister jena, mavalĂ valĂ 

 Buoni propositi per il 2009
Poche idee ma chiare...

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sensi liberi

lunedì, dicembre 29, 2008

Maddai
Superati le montagne di capponi ripieni, la ricerca dei tortellini a Milan-ch’è el un gran Milan, i datteri freschi, i panetun con la crema di mascarpone, le luci natalizie, i concerti con i colpi di scena, i cip cip e i cip ciap, i fiocchi di neve, i giochi a video e quelli in scatola, i regali che mai avrei pensato di ricevere e quelli fatti, le facce dei nipoti che vorrebbero vivere qui in mezzo a giochi infiniti direi che questo Natale mi è piaciuto.

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sensi liberi

domenica, dicembre 14, 2008

Mi avevano spostato due assi dell'universo... ma non mi dispiaceva
Su Repubblica online di ieri titolone su dichiarazione di Maroni: "Voglio diventare come Giuliani". E  immaginavo il ministro rischiare la vita al prossimo G8 in mezzo ai lacrimogeni e esser colpito da pallottole regolate da  leggi della fisica ancora a noi sconosciute. Poi ho aperto l'articolo. Era il Rudy Giuliani, non Carlo-il ragazzo. E allora mi sono bevuta silenziosa il cafferino mattutino. Certi sogni durano meno di una tazzurella e' caffè.

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sister jena

domenica, novembre 23, 2008

Crolla il tetto della scuola e il mondo gira da Est verso Ovest
Il ministro dell'Istruzione arrivata a Rivoli dopo il crollo del tetto della scuola Darwin sembra abbia rilasciato la seguente dichiarazione: "E' stato un fatto improbabile".
Dunque possiamo dire che:
1) la statistica di governo non corrisponde alla realtà materiale. Il Trilussa lo aveva detto: se ci sono due polli e siamo in due, ciascuno ha un pollo per la statistica, ma  la fine del pollo nei due stomaci non è così ovvia. Così per le scuole avrà pensato il ministro: se ci sono due istituti, due tetti, 3% a bilancio (il 97% è dato al personale secondo i calcoli ministeriali) entrambi hanno statisticamente la stessa manutenzione.
2) è vero che se uno va a scuola la probabilità che gli cada un tetto sulla testa e muoia è forse pari alla probabilità che in un aereo entrambi i motori si guastino. Detto questo, in un'epoca di disinvestimento sulla formazione, i luoghi di trasmissione del sapere sono spazi dimenticati dagli uomini, ma non dalla forza di gravità, che noi tutti su questo pianeta, con una probabilità del 100%, ci becchiamo.

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sister jena

mercoledì, novembre 12, 2008



La mia montagna

La luna è alta nel cielo e illumina le montagne piene di neve. Vedo la mia ombra proiettata sul terreno innevato. Sensazione di solitudine sicura che mi spinge a camminare sul sentiero oltre il paese verso le piccole chiazze di larici, che anche nella notte rimangono rossi. La luce bianco ghiaccio da tonalità blu ai pensieri e alla libertà di essere qui semplicemente. Sono la sola forestiera del paese popolato di una decina di abitanti. Sono la sola ad avventurarmi oltre i confini delle abitazioni, verso il torrente sfidando timidamente il ghiaccio invisibile per terra e il freddo secco. Da fuori sembrerò pazza, ma la camminata notturna mi sembra l’atto più naturale che possa fare in questo momento.

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barlafus

mercoledì, ottobre 29, 2008

Un grazie democratico

Dopo la dieta del minestrone, quella depurativa e la dieta latte e banana, il governo Berlusconi ha patrocinato, pensando al futuro delle nuove generazioni, anche la dieta di "carica di alleggerimento". Le forze dell'ordine sono in questo momento impegnate in azioni dimostrative nelle piazze italiane, accanto ai banchetti con le Stelle di Natale per sostenere la Ricerca.

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sister jena